L'attività di radioamatore ha preso avvio agli inizi del XX secolo ed e' tra le più antiche nel campo delle telecomunicazioni. Il radiantismo era allora riservato a tecnici, quasi sempre professionisti, in grado di costruirsi tutte le apparecchiature, o a dilettanti autodidatti.
Guglielmo Marconi può essere considerato il primo radioamatore del mondo sia dal punto di vista scientifico ma anche da quello cronologico. A seguito delle ricerche sulla fisica ed elettricità del XVI e XVII secolo, fu lui che sviluppo' il primo sistema di telecomunicazione ad onde hertziane capace di ricevere e trasmettere messaggi via radio nel 1895. In breve tempo i pochi chilometri coperti dalla "telegrafia senza fili" aumentarono alle decine e poi alle centinaia; nel 1898 fu stabilito il collegamento fra Dover, in Inghilterra, e Vimereux in Francia attraversando tutto il canale della Manica; nel 1901 il collegamento, tramite l'uso dell'alfabeto morse, riuscì tra Poldhu in Cornovaglia e S.Giovanni di Terranova in Canada.
Sin dagli albori, questa attività venne guardata in Italia con crescente sospetto dalle autorità che costrinsero i primi operatori radio ad esercitare la loro passione in una atmosfera di clandestinità fino agli anni della Seconda Guerra Mondiale. Nel 1946 le autorità alleate di occupazione in Italia, nei quali paesi il movimento radiantistico si era sviluppato liberamente, emisero i primi permessi provvisori; ma col trattato di pace e quindi il ritorno dei poteri alle autorità italiane furono introdotte nuove e forti limitazioni.